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Il carnevale si festeggia negli ultimi
giorni, soprattutto, il giovedì e il martedì grasso.
In segno di festa tutti i giorni si preparano dolci. Tipici di questo
periodo sono le scurpelle, strisce di pasta frolla fritte e intrecciate
in modo fantasioso, le turcinielle, ciambelle fatte con farina, strutto,
patate, zucchero e uova; gli struffoli, palline di pasta fritte,
cosparse di miele. In questi giorni e in particolare l’ultimo martedì
comitive di giovani in maschera girano per il paese, fermandosi in ogni
casa per farsi vedere o per esibirsi in qualche canto tradizionale o in
qualche rappresentazione. Sono accolti festosamente, ricevano dolci,
pezzi di salciccia e, a volte anche soldi. Sia in questo giorno sia la
sera del 16 gennaio, in segno di rispetto non ci si ferma nella case
dove c’è stato un lutto recente. Il martedì grasso in tutte le case si
mangiano “sagne con le uova”al sugo.
La Quaresima
Nella fantasia popolare la Quaresima era raffigurata come “la megera”
del grasso Carnevale. C’è infatti un detto:
“Carnevale pazze, pazze “Carnevale
pazzo, pazzo
z’è vennute ru matarazze si è venduto
il materasso
e la moglie pe despiette e la moglie
per dispetto
z’è vennute re sese ‘npiette” ha venduto il
suo seno”
La domenica delle palme
La domenica delle palme in chiesa si distribuiscono, dopo ogni messa,
ramoscelli d’olivo Benetto. Ognuno li porta a casa, e li mette accanto
al crocifisso a capo del letto, oppure in cucina, sul caminetto vicino
alle immagini sacre. Ogni fidanzato porta una “palma benedetta” con
confetti dorati e qualche gioiello alla sua fidanzata, che a sua volta
ricambierà il dono il giorno di Pasqua. Le ragazze da marito traggono
pronostici dalla palma benedetta; ne prendono una foglia, la buttano sul
fuoco e pronunciano in fretta queste parole:
“Palme santa, benedetta “Palma
santa, benedetta,
da ru cuap fine a ru pede dalla
testa fino ai piedi,
dimme l’amore miè se me vò dimmi se
il mio amore,
bene” mi
vuol bene”
Seconda Domenica di luglio
E tradizione recarsi sul monte Gonfalone, in ricordo della seconda
domenica di luglio del 1933, quando fu posta su tale monte una grande
croce in ferro, visibile da molto lontano.
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