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Ed è appunto di uno di questi amori, fra due giovani fidanzati,
ritenuto ormai perso ma la cui fiamma in vero non si era mai sopita, amore
forte dei sentimenti che lo avevano generato in passato e fiducioso della
reciproca volontà di ritrovarsi fra gli eventi, i riti e le cerimonie
della giornata di festa del primo agosto, che ci narra la canzone “Ru
Primme Auste” scritta da Giuseppe Vago e musicata da Domenico Mainella e
che, nei doppi sensi che la caratterizzano e nelle forme di narrazione
adottate, trova la giusta formula di sintesi per descrivere l'intera
giornata del Primo Agosto.
I
Carri Allegorici (foto 5) che, prendendo spunto dal citato unico carro che
percorreva anticamente le strade del paese, evocano oggi momenti di vita
collettiva e luoghi della nostra comunità ormai appartenenti ai ricordi ma
che grazie alla rievocazione che ne viene fatta vengono riproposti ed
offerti a chiunque abbia occasione di poterli ammirare nella loro
maestosità ed imponenza durante la sfilata.
La capacità nel proporre ad ogni
edizione nuove scenografie e nuove coreografie, messe in scena dagli
“improvvisati attori e registi” (foto 6) tutti cittadini della
collettività di Frosolone o comunque ad essa legati, hanno consentito ad
ogni singolo carro di assumere la veste di una vera e propria chermes che
merita di essere ammirata. Ogni carro fatto di costumi (foto 7) che
vengono dall'armadio del nonno o dalle abili mani di sarte locali, di
oggetti di valore che appartengono al patrimonio familiare o di
suppellettili recuperate in case contadine o baronali, non è solo la
riproduzione nei minimi particolari di uno squarcio di vita rurale, o la
parodia di un determinato evento della storia locale, ma è anche una messa
in scena di situazioni paradossali ed una vera e propria recitazione,
fatta da attori in erba, di “macchiette” (foto 3) improvvisate mentre si
percorrono le strade del paese. E come buona tradizione vuole, in
un'area montana come la nostra, in un contesto che spazia dal sacro al
goliardico non poteva mancare una nota culinaria rappresentata da una
ricetta che non trova eguali per semplicità di contenuti ed armonia di
accostamenti.
La ricetta, elaborata con prodotti di stagione (peperoni) e ciò che meno
ha attinenza con una località di montagna (baccalà), ha la prerogativa di
essere una pietanza popolare dall'armonioso sapore e dalla fragranza di
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