| Frosolone STORIA 2/3 |
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Dal 1734 al 1768 Frosolone venne posseduta dalla Regia Corte di Napoli e dalla stessa, poi, fu venduta al sig. D. Nicola Sergio Moscettola, Principe dì Leporano. Nel 1777 passò al di lui figlio D. Giovanni, che Io possedette fino al febbraio del 1806, epoca in cui andò in Sicilia, seguendo il suo sovrano Ferdinando IV. Nel marzo dei 1806, passato il regno di Napoli in dominio delle armi francesi, i beni dì casa Leporano vennero dati dalla Regia Corte in ammi-nistrazione al sig. Marchese di Leporano fino al 17 febbraio del 1808. In data 13 giugno 1810 fu emessa sentenza dalla Suprema Commissione Feudale con la quale si ordino che il suddetto feudatario si astenesse dall'intera esazione di ducati 240, che riscuoteva dal Comune, prima della promulgazione della legge eversiva del a Feudalità. All' ex-barone non rimasero che pochi beni e il palazzo baronale, dimora una volta di odiosi e temuti tirannelli. Questi immobili, in seguito, furono in gran parte venduti dagli eredi Leporano alla fam. Zampini. Il palazzo baronale, gravemente danneggiato dal terremoto di S.Anna del 26 luglio 1805, Poco serba dell'antica struttura e magnificenza, a cui lo avevano portato gli antichi baroni. Frosolone fu l'epicentro di questo terribile terremoto: "case, palazzi, chiese, monasteri, la casa dei comune... ogni cosa fu distrutta. Le poche case che rimasero in piedi erano in gran parte prive di tetti e soffitti". Essendo perita la quarta parte dei suoi abitanti, Frosolone, con i suoi 518 morti e alcune centinaia dì feriti, presenta la più alta percentuale di vittime. Nel 1817 fu istituito l'ufficio "di registro", che fu soppresso nel 1937. Il cimitero fu edi-ficato dopo il colera del 1837 e precisamente nel periodo 1839-1844. Frosolone, nel 1860, gioì per l'ammissione delle province meridionali al resto d'Italia e soffocò sul nascere una feroce reazione ordita dai fedeli ai Borboni; si liberò inoltre, con rara abnegazione, dal flagello del brigantaggio, che infestava le sue campagne. Nel 1864 fu apeto l'ufficio postale. Nel 1806 ben poche città della provincia erano illuminate durante la notte, Frosolone, istituì per l'illuminazione pubblica a petrolio ben 4000 lire per l'acquisto di fanali, ultimo sistema. Nel 1876 venne aperto a spese del comune, l'ufficio del Telegrafo oggi soppresso. |