Frosolone DIALETTO 2/2

Alcune parole hanno subito minori alterazioni, ad esempio: jele, ierva, fiere, viente, diente (plurale), che corrispondono a hielo, hierba, tempo, fierro, viento, dientes.
Altre sono praticamente identiche ai corrispondenti termini spagnoli, anche nella grafica, che nella pronuncia, ad esempio: manteca, mantiglia, crianza, criatura.
Si possono richiamare due costrutti propri della lingua spagnola: l’uso della preposizione “a” davanti ad un complemento oggetto, quando questo si riferisce ad una persona (es. và a chiamà a fràtte); in secondo luogo l’inversione, rispetto all’italiano, delle particelle pronominali.

Le vocali e le relative pronunce sono le seguenti:
- “a”: acquista un suono misto “ea” (stanne, pron. “stieanne”)
- “e”: non va pronunciata, e le va dato un suono simile alla “e muta” francese (es. freccecarelle, pron. “fr’cc’carell’”)
- “g”: va pronunciata come una “h” aspirata (es. guantiera, pron. “huantirea”)
- “s”: va pronunciata “sc” dando alla “c” un suono dolce, come nella parola “cachemire” (es. stravise, pron. “sctravis”)

 

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