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Non poteva certo
mancare uno spaccato di storia nel nostro giornale. Prendendo ampio
spunto dai libri "Un paese racconta" di S. Carrino, G. Castellotti,
C. Colavecchio e E. Di Nuoscio, "Frosolone - Storia e documenti" a cura
di Lelio Pallante e "Frosolone - dalle origini all'eversione del feudalesimo"
di Michele Colozza, abbiamo deciso di partire dall'origine del nome.
È solo la prima tappa di un viaggio che ci accompagnerà in tutti i numeri
del giornale per far conoscere o far riscoprire aspetti della storia
frosolonese spesso trascurati, ma davvero importanti e che dovrebbero
essere alla base del bagaglio culturale di ogni cittadino.
Ricordiamoci
che un paese senza memoria è un paese senza storia e un paese senza
storia è un paese senza coscienza dell’oggi.
L'indagine
sull'origine del nome, se è incerta e difficile per le grandi metropoli,
ancor più ardua si presenta per un piccolo paese.
Per Frosolone
tre sono le ipotesi più attendibili.
Agli inizi
dell'800 l'Arciprete della Cattedrale di Isernia, il Ciarlanti, identifica
Frosolone con l'antica "Fulsulae" dal latino "fulgeo", risplendere,
nominata da Tito Livio negli Annales ed in un altro testo dove lo stesso
parla di "Farsolene"; in questo caso l'analogia con Frosolone è evidente.
Tale ipotesi venne già confutata dall'abate Romanelli, il quale, in
base ai testi di Livio, rilevò che la città sannita corrisponde all'odierna
Montefusco; inoltre il periodo della dominazione sannita fu pieno di
ombre e di mistero e le interpretazioni e tesi su dove fossero ubicate
le città sono molteplici.
Venuta meno
l'ipotesi del Ciarlanti ha preso forza l'ipotesi sostenuta da Michele
Colozza, studioso frosolonese che nel 1931 ha scritto un libro su Frosolone,
meditando a lungo sull'argomento. Dallo studio di fonti longobarde e
cassinesi egli trae la profonda convinzione che Frosolone derivi da
qualche colonia di immigrati da Frosinone, capoluogo della "Ciociaria"
. Ciò è ravvisabile non solo dall'identità del nome, per cui potrebbe
sembrare la tesi più comoda lessicalmente, ma anche dalla presenza di
monasteri e chiese benedettine costruite in zona fin dall'XI secolo
che confermerebbe il legame di discendenza con la zona di Frosinone
e Montecassino. Per rafforzare la sua tesi Colozza afferma che in alcuni
documenti della prima metà dell'VIII secolo si menzionano i monti Freselona
nelle vicinanze di Montecassino. E' indubbio che questi monti facessero
riferimento a Frosinone. In un altro documento del 1020 con la medesima
espressione (Freselona) è designato un affluente del Trigno che nasce
dai monti di Frosolone; ciò ad indicare le fasi dell'itinerario seguito
dalla colonia frusinate attraverso la Via Latina (da Montecassino a
Frosolone).
Anche le denominazioni
Acquevive e San Pietro in Valle, attuali frazioni frosolonesi, erano
utilizzate rispettivamente per indicare una località nei pressi di Montecassino
e per designare numerose badie benedettine.
La terza ipotesi,
nonché la più conosciuta, seppur la meno suffragata storicamente è quella
di Rateni, sindaco di Frosolone dal 1818 al 1822, il quale sostiene
che il nome Frosolone derivi dal frisone, volatile dal piumaggio variopinto.
Quest'ultimo compare insieme a tre monti, ad una stella ed una corona
non solo nell'antico sigillo della cittadina, ma anche come bassorilievo
in una croce in pietra tuttora esistente.
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