"CON VOI CRISTIANO PER VOI PRESBITERO"
di Don Onofrio

“... Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto
per confondere i sapienti,
Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole
per confondere i forti,
Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato
E ciò che è nulla
Per ridurre a nulla le cose che sono,
perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio...”
(1 Cor 1,27-29)

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo sulla mia esperienza in questi anni come Sacerdote e Parroco di Frosolone. Non posso non partire dalla Verità ispirata che contengono queste parole dell'Apostolo Paolo, riportate nella prima lettera ai cristiani di Corinto, ben si addice alla mia personale esperienza, anzi, essa è la fiera e consolante consapevolezza che la debolezza e la fragilità, quando sono scelte da Dio, sono una forza. Ciò che per il mondo nella sua logica risulta essere all'ultimo posto, nel cuore di Dio è progetto e traguardo da raggiungere. Il Sacerdote è chiamato ad annunciare la Parola, "Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il Vangelo senza usare del diritto conferitomi dal Vangelo" (1 Cor 9,16-18). Sia nei momenti della gioia, della soddisfazione come pure in quelli del lutto, dell'abbattimento, della sconfitta, come in quello dell' annuncio e della partecipazione della Misericordia di Dio per portare pace e nuova vita, in chi, convertito riprende il cammino del ritorno alla casa del Padre, il Sacerdote deve annunciare la Parola. Il Sacerdozio è un dono non per se stessi ma per coloro ai quali si è stati inviati e donati. Il servizio alla comunità educa, ridimensiona, esalta, gratifica, purifica, rende adulti nei rapporti umani e nella fede. La Comunità è una scuola di vita in cui si è chiamati ad essere maestro e discepolo nello stesso tempo. Parafrasando la famosa frase di S. Agostino, "con voi cristiano per voi pre-sbitero".
Perché per un presbitero annunciare la Parola di Dio è il "primo dovere"? Perché "il popolo di Dio viene adunato innanzi tutto per mezzo della Parola del Dio vivente" (PO 4). S. Agostino afferma" gli apostoli hanno predicato la parola di ve-rità e hanno generato la Chiesa". Perché la necessità e la priorità del ministero della Parola? Perché nessuno può essere salvato se prima non ha creduto. "La fede è possibile per l'ascolto, e l'ascolto è possibile per la Parola di Dio" (Rm 10,17). Nella sua prima enciclica, Giovanni Paolo II non ha mancato di richiamare l'attenzione su questo aspetto essenziale della vita della Chiesa: "La partecipazione all'ufficio profetico di Cristo plasma la vita di tutta la Chiesa, nella sua dimensione fondamentale". Ma il Sacerdote che è anche Parroco è colui che vive con la sua Comunità che condivide le gioie e i dolori, che è padre e pastore di questa famiglia che è la Parrocchia. Infatti sono trascorsi dieci anni dalla mia Ordinazione Sacerdotale che coincidono anche con gli anni di Parroco in questa Comunità che ho accolto e rispetto tuttora dove ho sempre insistito che il rapporto che ci deve legare deve essere quello della carità, cioè dell'amore fraterno che è necessario per istaurare il nostro vivere umano e cri-stiano. In questi anni, oltre al compito primario che ha il Sacerdote di cui ho parlato sopra, ho cercato di intessere con voi un vero rapporto di amicizia, quello che è necessario nel portare avanti una famiglia, ho imparato a chiamarvi per nome, conosco i vostri volti. I miei sentimenti si sono intrecciati con i vostri, le vie del paese non mi sono più estranee, ma da me frequentate mi hanno portato in mezzo a voi, nelle vostre abitazioni, nei posti di lavoro, nei luoghi di incontro. Non vi nascondo che l'affezione nei vostri confronti si accresce col passare del tempo.
Questo cammino iniziato ha bisogno sempre di migliorare con l'aiuto della Grazia di Dio, per questo chiedo a tutti di lasciarsi coinvolgere, di donare la propria presenza e la partecipazione attiva e concreta. Non basta progettare, occorre dare volto, contenuto e continuità alle intenzioni. Dobbiamo cercare di fare del nostro paese una grande unica famiglia. Certo le difficoltà non mancano, ma con la buona volontà si distruggono le liti, si abbattono le divisioni, si riconciliano i cuori e per tutti c'è maggiore possibilità di gioia da condividere e serenità da donare per il beneficio di tutti. Il dialogo deve essere la nostra arma, la pazienza e la tolleranza, il metodo e il perdono e la comprensione l'istanza cristiana del vivere quotidiano. Dobbiamo comporre questo mosaico comportamentale alla luce di un desiderio, di una necessità, di un obbligo morale. Il bene dell'altro deve appartenere anche a ciascuno di noi.
Sento il dovere, se me lo permettete, di ricordare a tutti la frequenza ai Sacramenti e la Messa domenicale, la Confessione e la Comunione. Incontriamoci con Dio, ciascuno fissi un appuntamento con lui, appuntamento che significa verificare la propria vita alla luce del Vangelo e della capacità di rispetto, stima ed accoglienza dell'altro. Ricordiamoci che Dio ci ama, tiene a ciascuno di noi come un padre generoso e premuroso. Non facciamolo attendere più di quanto non abbia già fatto finora. Con lui la nostra vita sarà certamente più ricca, più serena, più profonda. Risvegliamo ed illuminiamo la nostra coscienza cristiana e orientiamola verso un generoso coinvolgimento nello spirito della partecipazione e della collaborazione. Ho molta fiducia in ciascuno di voi per far crescere il nostro battesimo il nostro essere cristiani. Sono qui in mezzo a voi proprio per questo: scoprire la gioia di essere figli dello stesso Padre e orientare i nostri passi verso la via della salvezza, unica a portarci verso la libertà attraverso l'esperienza della verità.

Vi saluto con affetto!!

Don Onofrio

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