'Na tazzulella 'e cafè
di Rossella Colavecchio

È risaputo che a noi italiani piace il caffè, ne consumiamo grandi quantità ogni giorno: a colazione per iniziare la giornata, dopo pranzo, dopo cena, nelle pause dal lavoro o dallo studio; il "momento del caffè" è diventato, ormai, un momento d'incontro e di socializzazione. Quante volte "vedersi per un caffè" è il pretesto per chiacchierare con gli amici, passare un po' di tempo insieme? "Andare a prendere un caffè" è un'espressione entrata nel linguaggio comune ed usata anche da chi non lo beve abitualmente solo per condividere momenti in compagnia. In Italia il caffè è un'istituzione, indispensabile per molti e consumato in enorme quantità. Ciò è dovuto essenzialmente alla sua grande qualità tanto è vero che sono molti gli stranieri che invidiando la sua bontà tentano invano di imitarlo.
Quanto ne sappiamo, però, di questa bevanda?
L'origine etimologica del caffè si lega alla parola dell'arabo classico qahwah, una bevanda estratta da alcuni semi che veniva consumata come vino rosso scuro o, in generale, come liquido dagli effetti stimolanti ed eccitanti, usato anche come medicinale. Nel corso del tempo il significato è passato da qahwah a quahvè, una parola turca che indica il caffè vero e proprio.
Secondo alcuni, invece, la parola caffè ha origine da una regione dell'Etiopia in cui questa pianta nasceva spontaneamente, la Caffa.
Al di là delle varie interpretazioni, il termine scientifico esatto è Coffea arabica.
Sull'origine del caffè, in realtà, esistono diverse leggende. Una delle più note è quella secondo la quale un pastore di nome Kaldi raccontò ad un monaco del Monastero Chehodet che le sue capre ed i suoi cammelli erano "vivaci" anche di notte se mangiavano alcune bacche; il monaco, allora, preparò una bevanda con queste bacche per riuscire a stare sveglio e pregare più a lungo.
Molte altre leggende sono legate a pastori, monaci, sceicchi e persino a Maometto e all'Arcangelo Gabriele e tutte hanno in comune il riferimento agli effetti eccitanti della pianta del caffè.
La scoperta, l'introduzione e la diffusione del caffè poi sono legate, come spesso accade, alle vicende belliche, coloniali e commerciali dei vari popoli.
Esistono numerose varietà di caffè. Il botanico svedese Carlo Linneo, nel suo sistema di classificazione del regno vegetale, inserisce il caffè nella famiglia delle rubiacee, catalogando circa 60 specie del genere coffea di cui solo 25 sono per lo più in commercio.
In commercio esistono diversi metodi di classificazione del caffè che fanno riferimento ad alcune caratteristiche fondamentali: provenienza, difetti, specie botanica, metodo di lavorazione, annata del raccolto, forma della grana e colore.
Spesso ci si chiede quale sia il segreto per preparare con la moka un buon caffè all'italiana. Si possono seguire alcune indicazioni fondamentali:
1 - Acquistare una buona marca di caffè, pregiata per qualità, adatta al vostro gusto.
2 - Evitare assolutamente miscele con surrogati, che alterano sostanzialmente la riuscita della bevanda.
3 - Usare acqua fresca e leggera. (Ricordate di non usare acqua bollita).
4 - Dosare convenientemente le proporzioni di caffè e di acqua.
5 - Non accelerare i tempi di preparazione introducendo nella caffettiera l'acqua calda; al contrario si parte dall'acqua fredda, che dovrà riscaldarsi gradualmente sulla fiamma vivace. Pazientare qualche minuto.
6 - Non pressare la polvere dentro la caffettiera. Poggiare la polvere delicatamente, eliminando i grumi.
7 - Il coperchio va tenuto alzato in modo da evitare che la condensa del vapore precipiti nel raccoglitore, bruciando o alterando il gusto del caffè.
8 - Togliere la caffettiera dal fuoco a caffè pronto. La bevanda non deve mai arrivare a bollire, perché diventerebbe sgradevole, quindi spostare la caffettiera dal fuoco qualche istante prima che termini l'erogazione.
9 - Bere il caffè molto caldo, appena fatto: è il momento più indicato per goderne aroma e gusto pieni. Il caffè rimasto va conservato in recipienti di vetro e ceramica, non metallici; inoltre va riscaldato a bagnomaria o a fuoco minimo su piastra elettrica; mai direttamente sul fuoco.
10 - Pulire accuratamente la caffettiera dopo ogni utilizzo, non usare sapone o detersivi ma sciacquare con acqua bollente. La pulizia del filtro va fatta con molto scrupolo, perché è il punto in cui potrebbero annidarsi residui e depositi. Prima dell'impiego è consigliabile far bollire con poco caffè le caffettiere nuove o quelle a riposo da lungo tempo.
Oltre al metodo tradizionale con la moka, ci sono molti altri modi di preparare il caffè: espresso, macchiato freddo, macchiato caldo, schiumato, lungo, ristretto, corretto, al vetro, nocciola, decaffeinato, messicano, all'americana, d'orzo, marocchino, irish coffee, jamaican coffee, café du campanard, café valdotaine… e chi più ne ha più ne metta!
…Ma forse aveva ragione Michail Bakunin quando diceva: "Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l'amore e caldo come l'inferno".

torna indietro
home