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È risaputo che
a noi italiani piace il caffè, ne consumiamo grandi quantità ogni giorno:
a colazione per iniziare la giornata, dopo pranzo, dopo cena, nelle
pause dal lavoro o dallo studio; il "momento del caffè" è diventato,
ormai, un momento d'incontro e di socializzazione. Quante volte "vedersi
per un caffè" è il pretesto per chiacchierare con gli amici, passare
un po' di tempo insieme? "Andare a prendere un caffè" è un'espressione
entrata nel linguaggio comune ed usata anche da chi non lo beve abitualmente
solo per condividere momenti in compagnia. In Italia il caffè è un'istituzione,
indispensabile per molti e consumato in enorme quantità. Ciò è dovuto
essenzialmente alla sua grande qualità tanto è vero che sono molti gli
stranieri che invidiando la sua bontà tentano invano di imitarlo.
Quanto ne sappiamo, però, di questa bevanda?
L'origine etimologica del caffè si lega alla parola dell'arabo classico
qahwah, una bevanda estratta da alcuni semi che veniva consumata come
vino rosso scuro o, in generale, come liquido dagli effetti stimolanti
ed eccitanti, usato anche come medicinale. Nel corso del tempo il significato
è passato da qahwah a quahvè, una parola turca che indica il caffè vero
e proprio.
Secondo alcuni, invece, la parola caffè ha origine da una regione dell'Etiopia
in cui questa pianta nasceva spontaneamente, la Caffa.
Al di là delle varie interpretazioni, il termine scientifico esatto
è Coffea arabica.
Sull'origine del caffè, in realtà, esistono diverse leggende. Una delle
più note è quella secondo la quale un pastore di nome Kaldi raccontò
ad un monaco del Monastero Chehodet che le sue capre ed i suoi cammelli
erano "vivaci" anche di notte se mangiavano alcune bacche; il monaco,
allora, preparò una bevanda con queste bacche per riuscire a stare sveglio
e pregare più a lungo.
Molte altre leggende sono legate a pastori, monaci, sceicchi e persino
a Maometto e all'Arcangelo Gabriele e tutte hanno in comune il riferimento
agli effetti eccitanti della pianta del caffè.
La scoperta, l'introduzione e la diffusione del caffè poi sono legate,
come spesso accade, alle vicende belliche, coloniali e commerciali dei
vari popoli.
Esistono numerose varietà di caffè. Il botanico svedese Carlo Linneo,
nel suo sistema di classificazione del regno vegetale, inserisce il
caffè nella famiglia delle rubiacee, catalogando circa 60 specie del
genere coffea di cui solo 25 sono per lo più in commercio.
In commercio esistono diversi metodi di classificazione del caffè che
fanno riferimento ad alcune caratteristiche fondamentali: provenienza,
difetti, specie botanica, metodo di lavorazione, annata del raccolto,
forma della grana e colore.
Spesso ci si chiede quale sia il segreto per preparare con la moka un
buon caffè all'italiana. Si possono seguire alcune indicazioni fondamentali:
1 - Acquistare una buona marca di caffè, pregiata per qualità, adatta
al vostro gusto.
2 - Evitare assolutamente miscele con surrogati, che alterano sostanzialmente
la riuscita della bevanda.
3 - Usare acqua fresca e leggera. (Ricordate di non usare acqua bollita).
4 - Dosare convenientemente le proporzioni di caffè e di acqua.
5 - Non accelerare i tempi di preparazione introducendo nella caffettiera
l'acqua calda; al contrario si parte dall'acqua fredda, che dovrà riscaldarsi
gradualmente sulla fiamma vivace. Pazientare qualche minuto.
6 - Non pressare la polvere dentro la caffettiera. Poggiare la polvere
delicatamente, eliminando i grumi.
7 - Il coperchio va tenuto alzato in modo da evitare che la condensa
del vapore precipiti nel raccoglitore, bruciando o alterando il gusto
del caffè.
8 - Togliere la caffettiera dal fuoco a caffè pronto. La bevanda non
deve mai arrivare a bollire, perché diventerebbe sgradevole, quindi
spostare la caffettiera dal fuoco qualche istante prima che termini
l'erogazione.
9 - Bere il caffè molto caldo, appena fatto: è il momento più indicato
per goderne aroma e gusto pieni. Il caffè rimasto va conservato in recipienti
di vetro e ceramica, non metallici; inoltre va riscaldato a bagnomaria
o a fuoco minimo su piastra elettrica; mai direttamente sul fuoco.
10 - Pulire accuratamente la caffettiera dopo ogni utilizzo, non usare
sapone o detersivi ma sciacquare con acqua bollente. La pulizia del
filtro va fatta con molto scrupolo, perché è il punto in cui potrebbero
annidarsi residui e depositi. Prima dell'impiego è consigliabile far
bollire con poco caffè le caffettiere nuove o quelle a riposo da lungo
tempo.
Oltre al metodo tradizionale con la moka, ci sono molti altri modi di
preparare il caffè: espresso, macchiato freddo, macchiato caldo, schiumato,
lungo, ristretto, corretto, al vetro, nocciola, decaffeinato, messicano,
all'americana, d'orzo, marocchino, irish coffee, jamaican coffee, café
du campanard, café valdotaine… e chi più ne ha più ne metta!
…Ma forse aveva ragione Michail Bakunin quando diceva: "Il caffè, per
esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l'amore e caldo
come l'inferno".
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