DOV'È FINITO IL RISPETTO?
di Pepp d' Vocc'

Parlando dell'ambiente, della salvaguardia della natura, tante parole sono state dette per andare incontro ad un futuro migliore, ma concretamente non è ancora stato fatto abbastanza. Coloro che si occupano in prima persona dell'ambiente parlano molto, fanno propaganda che è sicuramente utile, ma non sufficiante a realizzare gli obiettivi prefissati.
Dell'ambiente non c'è rispetto! Non c'è una guardia che controlli e così si lascia correre tutto, specialmente nelle zone del Sud. I tratturi e le strade mulattiere scompaiono o sono in abbandono perché non ci sono ispezioni da parte dei nostri comuni. Prima della Repubblica il Comune, con la miseria che allora c'era, aveva le "guardie boschi", la "guardia campestre" e la montagna, i boschi, i tratturi, le strade di campagna venivano rispettate poichè ognuno veniva richiamato e controllato.
La nostra montagna non viene rispettata, spesso è coperta da sporcizia, calpestata dodici mesi su dodici e usata solo come discarica per le cose che non ci servono più. Negli anni passati da novembre a giugno le montagne, la nostra montagna, era a riposo, i prati erano in fiore senza che nessuna lattina, bottiglia di birra o busta di plastica potesse minare lo splendido paesaggio. Oggi nei boschi si pensa solo a distruggere, a tagliare alberi senza far crescere nuove piante. Nel 1934/1935 furono piantate numerose piante di abete che dopo pochi anni hanno cominciato a lasciare i loro semi ed è proprio lì che ora è possibile ammirare migliaia e migliaia di piantine.
Che futuro avrà la nostra montagna? E le campagne che non si lavorano più?
Le industrie di qui chiudono giorno dopo giorno, i giovani si allontanano per lavorare nelle grandi industrie del Nord; coloro che rimangono non hanno un guadagno sicuro per vivere e formare una famiglia.
Perché allora non promuovere un maggiore sviluppo delle campagne? Perché non puntare sullo sviluppo della montagna? Perché i politici, anziché concentrarsi solo sulla propaganda, non pensano seriamente al futuro delle nuove generazioni che non possono formare una famiglia?
Andando avanti in questo modo, le famiglie non fanno altro che tornare indietro perché non c'è ordine e rispetto tra chi può e chi non può.
Penso che l'Italia non avrà vita facile. Lo dice un uomo di 87 anni, con alle spalle una lunga vita di pratica ed esperienza.

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