DAL MATRIMONIO PER PROCURA ALL'MMS
di Silvio Prezioso

Una volta - ma nemmeno poi tanto tempo fa - anche qui da noi si facevano i cosiddetti matrimoni combinati, i matrimoni per procura soprattutto con persone che abitavano dall'altra parte del globo: in Argentina, negli Stati Uniti, nel Venezuela, in pratica nei paesi dove esistevano comunità di frosolonesi discendenti dalle due ondate migratorie del 1907 e del dopoguerra.
Il modo era molto semplice e nella sua semplicità nascondeva sempre un pizzico di malizia e di “paraculaggine”: si parlava a un conoscente "americano", magari benestante in cerca di moglie, di una ragazza frosolonese rimasta zitella e si combinava l'incontro. I primi approcci non potevano che essere fotografici: si mandava una foto, la più bella che si scattava per l'uopo o ritrovata magari tra quelle scattate qualche anno prima, quando si era più giovani, e quindi si aspettava per mesi che arrivasse la foto e la lettera di risposta dello "spasimante" destinatario. In genere se le intenzioni erano quelle di sposarsi - purché ci si sposasse - il matrimonio andava a buon fine, anche se le foto "traditrici" la maggior parte delle volte avevano ingannato sulla bellezza dell'uno o dell'altra.
Ai giorni d'oggi invece la cosa è molto più sbrigativa e ancora una volta la tecnologia ci viene incontro.
Questa che vi racconto è l'esperienza di un amico che a fine rapporto stabile durato circa 10 anni, ha cominciato a guardarsi attorno, ma non ha trovato di meglio che cercare nel buio di uno di quei forum che su internet si possono trovare a migliaia.
È rimasto folgorato da un messaggio accompagnato da una foto di una stupenda ragazza e ha iniziato a mandarle un sms, un mms, e un video messaggio sperando che bastasse. Da qui hanno iniziato a palleggiarsi di moine a distanza. Lui, lei, il fremito della seduzione, castelli via mail e, salendo in azzardo, prima altre foto, poi lunghe telefonate, che poi sono sfumate in un assurdo imbarazzo: la ragazza dal vivo si è rivelata altro. Dopo l'incontro è seguito un silenzio lunghissimo. Perplessità. Senso del ridicolo. Sfumato il bisogno di seduzione, sono restati i fatti, la concretezza bisognosa di respiro.
Forse era meglio se avesse fermato una donna e detto come non avesse resistito a dirle che era splendida. Una cosa retorica, ma mettendoci tutto. Anche la vergogna ingoiata a forza.
D'altronde quando cerchiamo di conoscere una persona che ci piace mettiamo in gioco la nostra faccia, il nostro modo di muoverci, la voce e le parole che abbiamo da spendere. E ciò richiede sempre una buona dose di coraggio o incoscienza, che pari sono: avvicinarsi e tentare l'aggancio nei confronti di chi ci è fino a quel momento sconosciuto.
Quando è la timidezza a sovrastare, quando si ha una vita sociale disastrosa e si preferisce tentare l'aggancio dal vivo, altri sono i rimedi. L'ideale è buttarsi in palestra o in piscina: sembra che funzioni. L'amore nasce sudando e il sentimento è un bicipite allenato. Certo, se avete la pancetta e spalle a missile, né palestra né piscina possono aiutarvi. Bisogna provare nei supermercati: allora, l'argomento è quotidiano e condiviso. Oppure in biblioteca: l'intelligenza pare sia terribilmente sexy. In ultima analisi si prova con la raccomandazione di qualche amico "paraninfo" che ci presenti la ragazza che "fa per te".
E così, senza volerlo, in un attimo ci accorgiamo che il matrimonio per procura ritorna sovrastando e prevaricando anche la più facile delle tecnologie in cui avevamo riposto tutte le nostre speranze...

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