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Una
volta - ma nemmeno poi tanto tempo fa - anche qui da noi si facevano
i cosiddetti matrimoni combinati, i matrimoni per procura soprattutto
con persone che abitavano dall'altra parte del globo: in Argentina,
negli Stati Uniti, nel Venezuela, in pratica nei paesi dove esistevano
comunità di frosolonesi discendenti dalle due ondate migratorie del
1907 e del dopoguerra.
Il modo era molto semplice e nella sua semplicità nascondeva sempre
un pizzico di malizia e di “paraculaggine”: si parlava a un conoscente
"americano", magari benestante in cerca di moglie, di una ragazza frosolonese
rimasta zitella e si combinava l'incontro. I primi approcci non potevano
che essere fotografici: si mandava una foto, la più bella che si scattava
per l'uopo o ritrovata magari tra quelle scattate qualche anno prima,
quando si era più giovani, e quindi si aspettava per mesi che arrivasse
la foto e la lettera di risposta dello "spasimante" destinatario. In
genere se le intenzioni erano quelle di sposarsi - purché ci si sposasse
- il matrimonio andava a buon fine, anche se le foto "traditrici" la
maggior parte delle volte avevano ingannato sulla bellezza dell'uno
o dell'altra.
Ai giorni d'oggi invece la cosa è molto più sbrigativa e ancora una
volta la tecnologia ci viene incontro.
Questa che vi racconto è l'esperienza di un amico che a fine rapporto
stabile durato circa 10 anni, ha cominciato a guardarsi attorno, ma
non ha trovato di meglio che cercare nel buio di uno di quei forum che
su internet si possono trovare a migliaia.
È rimasto folgorato da un messaggio accompagnato da una foto di una
stupenda ragazza e ha iniziato a mandarle un sms, un mms, e un video
messaggio sperando che bastasse. Da qui hanno iniziato a palleggiarsi
di moine a distanza. Lui, lei, il fremito della seduzione, castelli
via mail e, salendo in azzardo, prima altre foto, poi lunghe telefonate,
che poi sono sfumate in un assurdo imbarazzo: la ragazza dal vivo si
è rivelata altro. Dopo l'incontro è seguito un silenzio lunghissimo.
Perplessità. Senso del ridicolo. Sfumato il bisogno di seduzione, sono
restati i fatti, la concretezza bisognosa di respiro.
Forse era meglio se avesse fermato una donna e detto come non avesse
resistito a dirle che era splendida. Una cosa retorica, ma mettendoci
tutto. Anche la vergogna ingoiata a forza.
D'altronde quando cerchiamo di conoscere una persona che ci piace mettiamo
in gioco la nostra faccia, il nostro modo di muoverci, la voce e le
parole che abbiamo da spendere. E ciò richiede sempre una buona dose
di coraggio o incoscienza, che pari sono: avvicinarsi e tentare l'aggancio
nei confronti di chi ci è fino a quel momento sconosciuto.
Quando è la timidezza a sovrastare, quando si ha una vita sociale disastrosa
e si preferisce tentare l'aggancio dal vivo, altri sono i rimedi. L'ideale
è buttarsi in palestra o in piscina: sembra che funzioni. L'amore nasce
sudando e il sentimento è un bicipite allenato. Certo, se avete la pancetta
e spalle a missile, né palestra né piscina possono aiutarvi. Bisogna
provare nei supermercati: allora, l'argomento è quotidiano e condiviso.
Oppure in biblioteca: l'intelligenza pare sia terribilmente sexy. In
ultima analisi si prova con la raccomandazione di qualche amico "paraninfo"
che ci presenti la ragazza che "fa per te".
E così, senza volerlo, in un attimo ci accorgiamo che il matrimonio
per procura ritorna sovrastando e prevaricando anche la più facile delle
tecnologie in cui avevamo riposto tutte le nostre speranze...
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