LE "VEZZOCHE"
di Livia Mainella

A volte siamo circondati da persone che apparentemente neppure vediamo e che giornalmente ed assiduamente lavorano per noi "nell'oscurità". Tra queste persone c'è un gruppo che, a discapito delle moltissime chiacchiere, resiste nel tempo, quello delle "vezzoche". Attenzione a non interpretare questo termine in accezione negativa: a seconda di come se ne parli potrebbe essere utilizzato anche in senso sfavorevole; non è sicuramente il mio caso. Poiché negli ultimi tempi ho avuto modo di frequentare, in diverse occasioni, la chiesa non ho potuto fare a meno di notare alcune situazioni che mi hanno dato lo spunto per scrivere questo articolo al solo scopo di descrivere una realtà tipica del nostro paese. Normalmente il termine "vezzoca" è attribuita alle persone che si occupano a 360° della parrocchia. Di solito si muovono in gruppo, uno per ogni parrocchia ed è proprio in questi gruppi che sono gelosamente custoditi i loro segreti: solo dopo un'accurata selezione se ne può entrare a far parte. Il loro motto potrebbe essere: "Non sfigurare mai davanti a nessuno, specialmente con il popolo, con i forestieri, ma soprattutto con i gruppi delle altre vezzoche!".
Inutile negare che il loro operato nelle chiese è ineccepibile: la pulizia dei pavimenti, delle panche, delle statue dei Santi è all'ordine del giorno; è proprio grazie a loro che possiamo essere fieri di addobbi sempre impeccabili con fiori freschi (naturalmente quando le tasche lo consentono). Costante è la loro presenza alle liturgie ed importante è la loro collaborazione alla celebrazione della Santa Messa. Al momento dei canti dalle prime file vengono fuori voci invidiabili che riescono a prendere note che noi tutti possiamo solo sognare. Bisogna comunque sottolineare che pur essendo sedute ai primi banchi, riescono ad avere sotto controllo persino i movimenti negli ultimi posti. Anche il momento della "cerca" è affidato a loro, spesso perché, diciamola tutta, noi giovani non vogliamo essere coinvolti in niente, cerchiamo di svignarcela anche nella lettura delle Sacre Scritture o nell'essere al fianco del prete come chierichetti. Senza dubbio la presenza di giovani in Chiesa è abbastanza scarsa, forse perché, come è luogo comune affermare, non vengono coinvolti ed invogliati abbastanza… forse è vero, ma chiediamoci anche se siamo proprio noi a non voler essere partecipi! Come spesso mi racconta mio padre, quando era ragazzino si andava in chiesa non solo per assistere alla liturgia, ma anche perché era l'unico posto in cui potevano fare una partita a biliardino, ci si ritrovava e poi perché c'era Don Giovanni che spesso ricompensava loro con caramelle e cioccolatini. Ma oggi davvero basterebbero delle caramelle, dei confetti o qualche barretta di cioccolato per diventare più partecipi?
Tornando a parlare di questi caratteristici gruppi, dopo aver sottolineato la loro indispensabile presenza, possiamo affermare che riconoscerle è semplice: hanno una camminata velocissima (vanno sempre di fretta, hanno sempre da fare), sembra non alzino mai lo sguardo per non incrociare occhi indiscreti, sono solitamente incappucciate dalla testa ai piedi, eppure sanno sempre perfettamente chi c'era sul muretto della villa, assieme a chi, cosa stava facendo,… Diciamo che a chiacchiere sono messe davvero bene: per avere le ultime notizie si raccomanda di rivolgersi a qualcuna di loro!
Resta il fatto che sono davvero indispensabili e che in realtà potremmo fare tutti qualcosa di più per aiutare nell'organizzazione della realtà parrocchiale. Un esempio può essere dato dalla Chiesa di Colle Carrise, in cui ogni anno una nuova commissione formata da diverse famiglie (perlopiù 4) ha il compito di occuparsi della pulizia, della raccolta fondi per la festa in onore di S. Emidio e di tutti i problemi che possono presentarsi. Tutta la comunità è costantemente informata delle modifiche e delle innovazioni apportate, che negli ultimi anni sono state lodevoli, a partire dal campanile in bronzo, fino al restauro della parte posteriore. Prendiamo esempio e diamoci da fare…

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