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A
volte siamo circondati da persone che apparentemente neppure vediamo
e che giornalmente ed assiduamente lavorano per noi "nell'oscurità".
Tra queste persone c'è un gruppo che, a discapito delle moltissime chiacchiere,
resiste nel tempo, quello delle "vezzoche". Attenzione a non
interpretare questo termine in accezione negativa: a seconda di come
se ne parli potrebbe essere utilizzato anche in senso sfavorevole; non
è sicuramente il mio caso. Poiché negli ultimi tempi ho avuto modo di
frequentare, in diverse occasioni, la chiesa non ho potuto fare a meno
di notare alcune situazioni che mi hanno dato lo spunto per scrivere
questo articolo al solo scopo di descrivere una realtà tipica del nostro
paese. Normalmente il termine "vezzoca" è attribuita alle persone che
si occupano a 360° della parrocchia. Di solito si muovono in gruppo,
uno per ogni parrocchia ed è proprio in questi gruppi che sono gelosamente
custoditi i loro segreti: solo dopo un'accurata selezione se ne può
entrare a far parte. Il loro motto potrebbe essere: "Non sfigurare
mai davanti a nessuno, specialmente con il popolo, con i forestieri,
ma soprattutto con i gruppi delle altre vezzoche!".
Inutile negare che il loro operato nelle chiese è ineccepibile: la pulizia
dei pavimenti, delle panche, delle statue dei Santi è all'ordine del
giorno; è proprio grazie a loro che possiamo essere fieri di addobbi
sempre impeccabili con fiori freschi (naturalmente quando le tasche
lo consentono). Costante è la loro presenza alle liturgie ed importante
è la loro collaborazione alla celebrazione della Santa Messa. Al momento
dei canti dalle prime file vengono fuori voci invidiabili che riescono
a prendere note che noi tutti possiamo solo sognare. Bisogna comunque
sottolineare che pur essendo sedute ai primi banchi, riescono ad avere
sotto controllo persino i movimenti negli ultimi posti. Anche il momento
della "cerca" è affidato a loro, spesso perché, diciamola tutta, noi
giovani non vogliamo essere coinvolti in niente, cerchiamo di svignarcela
anche nella lettura delle Sacre Scritture o nell'essere al fianco del
prete come chierichetti. Senza dubbio la presenza di giovani in Chiesa
è abbastanza scarsa, forse perché, come è luogo comune affermare, non
vengono coinvolti ed invogliati abbastanza… forse è vero, ma chiediamoci
anche se siamo proprio noi a non voler essere partecipi! Come spesso
mi racconta mio padre, quando era ragazzino si andava in chiesa non
solo per assistere alla liturgia, ma anche perché era l'unico posto
in cui potevano fare una partita a biliardino, ci si ritrovava e poi
perché c'era Don Giovanni che spesso ricompensava loro con caramelle
e cioccolatini. Ma oggi davvero basterebbero delle caramelle, dei confetti
o qualche barretta di cioccolato per diventare più partecipi?
Tornando a parlare di questi caratteristici gruppi, dopo aver sottolineato
la loro indispensabile presenza, possiamo affermare che riconoscerle
è semplice: hanno una camminata velocissima (vanno sempre di fretta,
hanno sempre da fare), sembra non alzino mai lo sguardo per non incrociare
occhi indiscreti, sono solitamente incappucciate dalla testa ai piedi,
eppure sanno sempre perfettamente chi c'era sul muretto della villa,
assieme a chi, cosa stava facendo,… Diciamo che a chiacchiere sono messe
davvero bene: per avere le ultime notizie si raccomanda di rivolgersi
a qualcuna di loro!
Resta il fatto che sono davvero indispensabili e che in realtà potremmo
fare tutti qualcosa di più per aiutare nell'organizzazione della realtà
parrocchiale. Un esempio può essere dato dalla Chiesa di Colle Carrise,
in cui ogni anno una nuova commissione formata da diverse famiglie (perlopiù
4) ha il compito di occuparsi della pulizia, della raccolta fondi per
la festa in onore di S. Emidio e di tutti i problemi che possono presentarsi.
Tutta la comunità è costantemente informata delle modifiche e delle
innovazioni apportate, che negli ultimi anni sono state lodevoli, a
partire dal campanile in bronzo, fino al restauro della parte posteriore.
Prendiamo esempio e diamoci da fare…
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