FORTUNATO IN AMOR
NON GIOCHI A CARTE

di Livia Mainella

È solito, in occasione delle feste, riunirsi di sera presso l'abitazione di amici e parenti per potersi divertire e passare un po’ di tempo insieme ed in allegria. Abitualmente i giochi più frequenti sono quelli con le carte, grazie alle quali le opportunità di gioco sono infinite. Le carte da gioco hanno una storia secolare. Luogo comune è quello di dire "fortunato in amore, sfortunato al gioco", ma non disperate... quasi sempre il successo è dovuto unicamente a noi. Certamente un ruolo importante ha anche la fortuna, sia che si giochi in osteria, sia al tavolo verde dei tornei internazionali. Requisiti principali per un’ottima riuscita al gioco sono: l'esperienza, l'intuito, l'astuzia, la conoscenza e la tecnica del gioco; anche per giocare è, dunque, indispensabile documentarsi. Parlare di tutti i giochi con le carte richiederebbe la stesura di un libro intero, pertanto mi limiterò a riportarne qualcuno. I più noti giochi di carte sono quelli popolari come la scopa, la briscola e quelli di società come il ramino, scala 40, canasta,... Nel nostro Paese, sicuramente quello della scopa è il gioco più noto e praticato (nasce circa 6 secoli fa), avendo regole semplici che possono essere apprese da chiunque, bimbi compresi. D’altra parte è anche vero che si tratta di un gioco che in alcune varianti può dar luogo a problemi che nulla hanno da invidiare a quelli causati dal bridge. Anche se molti autori sostengono l'origine italiana delle carte da gioco (con certezza, tuttavia, non si conosce il Paese in cui furono inventate), i più ritengono che siano arrivate dall'Oriente e più precisamente dalla Cina. Ignota è anche la vera causa che ha determinato la loro comparsa. Tra le varie ipotesi vi è quella secondo la quale le carte siano state inventate per intrattenere i bambini, al solo scopo di farli divertire. Le carte più comuni, almeno in Italia, sono le italiane e le francesi (usate per giocare a poker o a bridge). Più che di carte nazionali, si potrebbe in realtà parlare di carte regionali: non per niente le più conosciute sono le napoletane, che comunemente usiamo per giocare a scopa e che hanno quattro semi: coppe, denari, bastoni e spade. Mazzi di carte caratteristici, molto noti, sono i tarocchi. Se la discussione è aperta in genere sulle carte, ancor di più lo è sui tarocchi. La loro origine risale addirittura all’età egizia. Il mazzo è composto oltre che dai quattro semi, tipici anche delle carte francesi (fiori, quadri, cuori e picche), anche da carte speciali che riproducono personaggi particolari o speciali allegorie. Tra i giochi di società il più diffuso è il ramino, praticato nelle osterie come nei più eleganti salotti. Per il gioco occorrono carte francesi con il jolly, generalmente due mazzi (108 carte), anche se nel ramino semplice a due se ne dovrebbe utilizzare uno solo. Possiamo notare che tanti sono i tipi di carte, ognuno con la propria origine, una storia più o meno lunga alle spalle e con infinite possibilità di variazioni (spesso può capitare che chi è solito giocare in un determinato modo, possa trovare qualcosa di nuovo giocando con persone abituate a regole diverse, seppur valide). Concludo ricordando che quelli con le carte dovrebbero rimanere sempre e solo dei giochi, utilizzati per rilassarsi. Esistono dei giochi che, magari, più di altri animano gli spiriti, ed intendiamoci, anche questo aspetto del gioco può essere piacevole e divertente: una serena ed accesa discussione può indubbiamente far passare del tempo in modo interessante. Sbagliato è, invece, trasformare la discussione in litigio, traslando l'espressione "gioco con le carte" in "scontro con le carte".

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