A SCUOLA DI EDUCAZIONE
di Silvio Prezioso

Spiaggia di San Salvo. Una tranquilla domenica di agosto. Sdraiato sulla sabbia e con un paio di cuffiette nelle orecchie ascolto un cd dei Nomadi.
A poche decine di metri due bambine dall'età apparente di 7-8 anni stanno costruendo un castello di sabbia sul bagnasciuga. Passa un venditore ambulante, nero di pelle, completamente sepolto da una vetrina semovente di vestiti multicolori. Le due bimbe lo chiamano "Ehi, tu! Vieni qua, facci vedere cosa vendi!" Il nostro si ferma quasi a riposarsi, mentre le due bimbe gettano un sguardo sulla mercanzia, come da esperte negoziatrici.
Una delle due bimbe tasta un braccialetto e dice disprezzante "Quanto costaaaa? Due euro, quattromila lire? Ma fila via negro, torna nella caverna, sparisci!" e accompagna le parole con quel movimento tipico fatto di scatti delle mani.
L'altra amichetta ridendo "Sciò, negro, sciò!"
Le madri, che assistono alla scena, sprofondate nella sdraio, invece di sgridarle, sorridono compiaciute: le bimbe promettono bene! L'ambulante scuote la testa, poi la nasconde dietro il sipario delle stoffe e riprende la marcia sotto il sole.
Dopo aver assistito a questo squallido spettacolo il mio primo istintivo pensiero è stato quello di andare a distruggere il castello delle ragazzine. Ma poi - riflettendo bene - ho capito che le due piccole non hanno fatto altro che replicare una scena vista recitare per strada chissà quante volte dai loro genitori.
E questo purtroppo non è che un esempio di ciò che si vede ogni giorno: torme di analfabeti esistenziali che ignorano le basi della convivenza umana, come l'educazione, considerandole una forma di debolezza. Pensano che farsi rispettare sia più importante che rispettare se stessi e gli altri. E lo insegnano ai figli che così non rispetteranno nemmeno loro.
Insomma alla fine della fiera ho chiamato l'ambulante, che mi ha detto essere sudanese che vive a Vasto in una stanza insieme ad altri 2 amici e paga 300 euro al mese di affitto (alla faccia degli italiani che "questi negri ci tolgono il lavoro") e ho comprato un paio di cd.
Ho salutato l'amico, ho inserito il cd di Tiziano Ferro, appena comprato, (a proposito, ve lo consiglio) e mi sono di nuovo sdraiato sulla sabbia a riprendere il sole, “fanculando” quelle bambine e soprattutto i loro genitori.

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