Il disagio giovanile come disagio esistenziale
di Lucio Altina

Nelle società industriali moderne il disagio giovanile trova nell'abuso di sostanze psicotrope e di droghe una delle sue manifestazioni più frequenti. L'uso di droga può esprimere la necessità di compensare disturbi nevrotici, ma anche di compensare disturbi del carattere. Dai giovani dunque viene espresso un vago ma pervadente disagio esistenziale. Troppe volte ci si trova di fronte a giovani in difficoltà il cui aiuto viene negato dalla famiglia, dalle amicizie, dalla scuola, dai coetanei perché secondo i più il giovane in questione "non aveva alcun problema".
Probabilmente, il "problema" di questi giovani in difficoltà ma anche di ognuno di noi, riflettendoci un attimo, è l'accettare se stessi ed il mondo in cui si vive.
In altri termini la problematica esistenziale, tanto evidente in epoca adolescenziale, si traduce da un lato in ansia di libertà, d'indipendenza e di autonomia dalla famiglia, e dall'altro, in angoscia della libertà, che può portare ad ogni inimmaginabile forma di dipendenza. Tale angoscia induce l'adolescente a ricercare un modello cui adeguarsi, un identità, una serie di valori a cui aggrapparsi, una serie di ideali da perseguire, delle mete da raggiungere,un codice di comportamento da rispettare.
Il disagio giovanile però può essere affrontato e anche superato soltanto se le istituzioni preposte all'educazione e alla guida dei giovani saranno meno superficiali e più attente al passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Passaggio che come sappiamo è ricco di cambiamenti che possono sicuramente favorire la crescita morale ed intellettuale dell'individuo ma anche spingere l'individuo in questione (il quale dispone di scarse difese) verso un baratro da cui è difficile uscirne immuni.

torna indietro
home