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Nelle società
industriali moderne il disagio giovanile trova nell'abuso di sostanze
psicotrope e di droghe una delle sue manifestazioni più frequenti. L'uso
di droga può esprimere la necessità di compensare disturbi nevrotici,
ma anche di compensare disturbi del carattere. Dai giovani dunque viene
espresso un vago ma pervadente disagio esistenziale. Troppe volte ci
si trova di fronte a giovani in difficoltà il cui aiuto viene negato
dalla famiglia, dalle amicizie, dalla scuola, dai coetanei perché secondo
i più il giovane in questione "non aveva alcun problema".
Probabilmente, il "problema" di questi giovani in difficoltà ma anche
di ognuno di noi, riflettendoci un attimo, è l'accettare se stessi ed
il mondo in cui si vive.
In altri termini
la problematica esistenziale, tanto evidente in epoca adolescenziale,
si traduce da un lato in ansia di libertà, d'indipendenza e di autonomia
dalla famiglia, e dall'altro, in angoscia della libertà, che può portare
ad ogni inimmaginabile forma di dipendenza. Tale angoscia induce l'adolescente
a ricercare un modello cui adeguarsi, un identità, una serie di valori
a cui aggrapparsi, una serie di ideali da perseguire, delle mete da
raggiungere,un codice di comportamento da rispettare.
Il disagio giovanile però può essere affrontato e anche superato soltanto
se le istituzioni preposte all'educazione e alla guida dei giovani saranno
meno superficiali e più attente al passaggio dall'adolescenza all'età
adulta. Passaggio che come sappiamo è ricco di cambiamenti che possono
sicuramente favorire la crescita morale ed intellettuale dell'individuo
ma anche spingere l'individuo in questione (il quale dispone di scarse
difese) verso un baratro da cui è difficile uscirne immuni.
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