L'apporto idrico nell'attività sportiva
di Alberto Conte

L'acqua è l'elemento più importante in assoluto per le attività sportive sia aerobiche (maratona, ciclismo, ecc.) sia anaerobiche (boxe, corsa veloce, body building, ecc.), eppure moltissimi sportivi non ne consumano a sufficienza.
In questo articolo cercherò di illustrare gli aspetti fondamentali dell'apporto idrico in entrambe le discipline, invitando anche chi non pratica attività sportiva a seguire con attenzione i consigli e gli esempi descritti qui di seguito. Un pensiero affettuoso va a tutti gli iscritti della palestra comunale di Frosolone che in più di qualche occasione hanno dovuto sopportare le mie lezioni sull'idratazione costante del corpo, nella speranza che siano state utili.
L'acqua è l'elemento nutritivo per eccellenza ai fini dello sviluppo fisico, è un nutriente che non produce calorie ma è importante per mantenerci in vita, seconda in questo solo all'ossigeno. Rappresenta circa il 60% del peso corporeo e si stima che una perdita di acqua intorno al 9-12% (per esempio una persona di 70 Kg che perde 7 litri di acqua) possa compromettere lo stato di benessere.
Bastano questi cenni per capire l'importanza dell'acqua soprattutto negli sport di lunga durata ed intensità, durante i quali si perdono fino a 5-6 litri di fluidi attraverso la sudorazione. Il recupero dei liquidi persi e dei sali minerali è un problema molto vivo negli sportivi e soprattutto negli atleti. Gli allievi della palestra comunale di Frosolone possono testimoniare quanto il sottoscritto insista affinché si beva in modo costante prima, durante e dopo l'allenamento.
Nel periodo estivo poi bisogna stare più attenti perché con il caldo si ha il cosiddetto fenomeno della vasodilatazione (dilatazione dei vasi sanguigni) e per la legge dell'idraulica, un certo quantitativo di liquidi che scorre in un vaso di un certo calibro ha una certa pressione, se il vaso aumenta di calibro la pressione diminuisce; questo succede anche nel nostro organismo portando di conseguenza ad un abbassamento della pressione sanguigna, che può ulteriormente diminuire a causa di una ipersudorazione con conseguente perdita di liquidi. I globuli rossi trasportano ossigeno ai muscoli coinvolti nell'esercizio, scorrendo nel plasma che è primariamente costituito da acqua. Il volume del plasma è importante; infatti, se la perdita di acqua corporea è elevata, come accennato precedentemente, il volume del plasma diminuisce e si corre il rischio di un danno cardiovascolare; basta una perdita del 2% del peso corporeo in acqua per ridurre la capacità di prestazione sportiva.
La sudorazione durante l'esercizio è l'evento più eclatante di disidratazione che occorre bilanciare con un continuo apporto di liquidi. Soprattutto negli sport di lunga durata come la corsa e il ciclismo occorre bere continuamente. La forza muscolare decresce con ogni punto percentuale di disidratazione: ecco spiegata la sensazione di spossatezza che si avverte nei climi tropicali e, da noi, nei periodi di gran caldo. Per ripristinare le scorte esaurite dopo un'abbondante sudata è inutile bere litri e litri di acqua tutti insieme; il corpo può assimilare 25 grammi di acqua al minuto (cioè l'intestino assorbe al massimo 1,5 litri di acqua all'ora), la quota in eccesso viene smaltita in ogni caso con urina e sudore, ma il corpo resta disidratato. Ecco perché nel deserto si può morire anche con l'acqua a portata di mano, perdendo più liquidi con la sudorazione di quanti ne assorba l'organismo.
Il corpo va quindi mantenuto costantemente idratato bevendo di frequente piccoli sorsi. Solo un cenno alle competizioni di lunga durata ed in condizioni di temperatura elevata; in questi casi oltre all'acqua bisogna reintegrare i sali minerali contenuti nel sudore con bevande che contengano tali sali minerali (potassio, magnesio…) anche il giorno dopo una gara spossante, integrando magari l'alimentazione con centrifugati di frutta e verdura. Altro esempio da prendere in considerazione è la scelta di indossare indumenti in gomma che non fanno traspirare per cercare di sudare di più e dimagrire: ciò è sbagliatissimo oltre che molto pericoloso. Così facendo si perdono solo liquidi che per forza di cose dovranno essere reintegrati e non grassi, cosicché il calo ponderale sarà momentaneo ed il peso al più presto tornerà quello di prima. Anche nella ginnastica dimagrante bisogna quindi bere continuamente per tenere il corpo ben idratato: se si vogliono bruciare i grassi il lavoro da fare è tutt'altro. Bisogna utilizzare i grassi come carburante per l'organismo con attività a basso regime e prolungati nel tempo, indossando capi che lascino traspirare la pelle con qualsiasi condizione atmosferica. Spero di essere stato di aiuto con questi consigli a tutti coloro che praticano attività motoria in generale ricordando che l'uomo è concepito attraverso la meccanica umana per il movimento quindi, facciamo in modo che l'ipocinesia (mancanza di movimento) non diventi una vera e propria malattia del XXI secolo.

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